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Itinerari rubensiani: la centralità dell’immagine del sacro
19-20 gennaio 2023
Università di Genova
Scuola di Scienze Umanistiche, Aula Magna Via Balbi 2

Grotte e Giardini ai tempi di Rubens. “Delizie” e “meraviglia” a Genova all’alba del Seicento”

Lauro Giovanni  Magnani è professore ordinario  presso l’Università degli Studi di Genova dove ha insegnato Storia dell’arte moderna per il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni culturali e  Storia dell’arte moderna nei paesi europei per il Corso di laurea magistrale in Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico della Scuola di Scienze umanistiche. Sempre nell’Ateneo genovese, presso la Scuola politecnica di Ingegneria, tiene l’insegnamento di Artistic Image and narrative structure for virtual worlds. Ha insegnato, prima del rientro a Genova, Storia dell’Arte veneta presso l’Università di Padova.
E’ stato Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici e responsabile dell’Indirizzo Studi umanistici (Isupac) dell’Istituto di Studi superiori dell’Università di Genova. Ha ricoperto, dal 2018 al 2021, la carica di Preside della Scuola di Scienze umanistiche.
Nelle  attività di ricerca e nella sua produzione scientifica ha affrontato tematiche relative alla produzione pittorica e scultorea tra XVI e XVIII secolo, ai rapporti tra artisti e committenza, alle scelte iconografiche, alla lettura degli spazi abitativi dell’aristocrazia tra palazzi urbani, ville e giardini, accanto all’ interesse, sviluppato dagli anni Settanta, per le problematiche dei Beni culturali, con una continuità di interventi  nel dibattito cittadino, sui temi dell’uso e della valorizzazione del patrimonio culturale.  Il tema dello spazio della rappresentazione, il rapporto tra questo e il pubblico, verificato in particolare nell’affermazione post tridentina dell’immagine religiosa, nei temi della devozione, della meditazione, della visione, con l’attenzione anche all’utilizzo di nuove tecnologie nell’indagine storico artistica, costituiscono attuali linee di interesse. Sul versante storico-artistico, l’analisi delle tematiche post – tridentine caratterizza una linea di studio  nella quale si inseriscono pubblicazioni dedicate all’iconografia dei diversi Ordini, alla produzione artistica genovese dopo il Concilio di Trento e ai suoi sviluppi  seicenteschi con specifici studi e monografie  dedicati alla produzione di argomento religioso e al rapporto tra immagine artistica, meditazione, visione. In relazione a questi studi si pone l’analisi che ha portato alla monografia su Luca Cambiaso (1995) alla quale seguirono le mostre dedicate all’artista genovese a Austin ( Texas) nel 2006, a Genova , nel 2007, e , nello stesso anno, a Osnabrueck in Germania, fino al  volume di Atti del Convegno “La maniera di Luca Cambiaso” (2008). La committenza privata è stata indagata in lavori monografici e in saggi e le tematiche profane sono state indagate in numerosi studi di carattere iconologico. Studi recenti hanno affrontato aspetti dell’attività di artisti come  Barocci, Correggio, Caravaggio ( 2011) e Rembrandt ( 2006-2007).Nell’ambito degli studi dedicati alla scultura  si collocano i saggi realizzati per le mostre “Genova nell’età barocca” (1992) e “Pierre Puget” Marsiglia – Genova (1994-95) delle quali è stato tra i curatori. E’ stato anche co-curatore di mostre dedicate alla grafica (2002, 2007), all’iconografia del mito (2004)  sul tema delle ville e del giardino storico – oltre a numerosi studi, a progetti finanziati dal Ministero, all’organizzazione di attività convegnistiche ed a iniziative espositive – ha pubblicato nel 1987 una monografia (giunta nel  2005 alla III edizione aggiornata), nella quale si propone un metodo di lettura che analizza il fenomeno in stretta connessione con la produzione figurativa e le scelte dei programmi decorativi. Nel 1997 fu Summer Fellow presso il Dumbarton Oaks di Washington, Trustees for Harvard University, Studies in Landscape Architecture, chiamato a svolgere una ricerca sugli apparati del giardino a Genova. Presso l’Istituzione americana tornò nel 2001 e con questa ha collaborato con la partecipazione all’International Forum on Garden City di Wuhan in Cina (2006) e con diverse pubblicazioni . Il tema ha trovato riscontro in numerose iniziative organizzate per orientare l’attenzione del pubblico sul problematico rapporto tra queste emergenze e il tessuto urbano attuale, nell’ambito di una continuità di partecipazione alla discussione su tutela e fruizione del patrimonio culturale a partire dalla partecipazione alla redazione della rivista “Indice per i beni culturali” negli anni Settanta del Novecento fino all’istituzione  (2008) di un Dottorato in Storia e Conservazione dei Beni culturali artistici e architettonici di cui è stato coordinatore.

E’ stato coordinatore di unità di ricerca in Progetti CNR e in Progetti di Ricerca di Interesse nazionale finanziati dal Ministero dell’Università, da ultimo Coordinatore di un Progetto di Ricerca di interesse nazionale (PRIN) sul tema del Collezionismo in età barocca che coinvolgeva  l’Università di Genova con quelle di Insubria, di Salerno e della Calabria.

Da un quindicennio segue, in collaborazione con i colleghi del Dipartimento di Elettronica dell’Università di Genova, una serie di sperimentazioni relative all’utilizzo di tecniche  di restituzione 3D applicate allo studio del patrimonio artistico. Fa parte del Comitato scientifico di numerose riviste e dei Comitati Scientifici e di Gestione di Musei ( Museo Diocesano di arte Sacra di Genova, Museo Diocesano di arte sacra di Cuneo, MUDA Museo Diffuso Albisola). E’ stato Direttore del Centro di Studi per le arti, l’architettura e la letteratura del manierismo e del barocco, istituito presso il Dipartimento DIRAAS dell’Università degli Studi di Genova e ha ricoperto la carica di Delegato del Rettore per la valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale dell’Ateneo dal 2013 ad oggi. Il tema dello studio della  valorizzazione del patrimonio dell’Università di Genova, perseguito con un gruppo di collaboratori, ha portato tra l’altro alla realizzazione del  volume Città Ateneo Immagine e alla partecipazione dell’Ateneo genovese all’Universeum, European Academic Heritage Network.